Crisi Argentina, paga Higuain: una lezione per la Juve e Allegri

Niente nazionale per l’attaccante bianconero

Se non si tratta di una bocciatura, è qualcosa che le si avvicina molto. Il ct argentino Bauza rinuncerà all’attaccante della Juventus Gonzalo Higuain per il prossimo delicatissimo match di qualificazione al Mondiale 2018 contro la Colombia. La mini-rivoluzione varata dal Paton dopo la scoppola subita per mano del Brasile a Belo Horizonte, che ha notevolmente complicato il cammino verso la Russia dell’Albiceleste (ora sesta nel girone sudamericano) è il primo segnale di quel cambiamento invocato a furor di popolo immediatamente dopo la cocente delusione della sconfitta nella finale dell’ultima Coppa America per mano del Cile e che vorrebbe volti nuovi in una Nazionale ricca di talento ma carente in termini di leadership.

NON E’ UN LEADER – Il popolo vuole Icardi, ancora una volta escluso dalle convocazioni, Bauza ha provato ancora una volta a fare di testa sua, ma l’Higuain di Napoli si è visto solo a strappi con la maglia della sua nazionale e il peso mediatico di essere stato individuato come uno dei protetti di Leo Messi si fa sentire. Contro la Colombia, al posto del Pipita giocherà l’ex genoano Pratto ma che questa esclusione possa essere il preludio ad un passaggio di consegne in favore di Icardi potrebbe diventare più di una suggestione se anche contro i Cafeteros non arrivassero i 3 punti. Una scintilla mai scoccata del tutto quella tra Higuain e l’Argentina, una storia più di bassi che di alti sino ad oggi, di errori nei momenti topici delle partite più importanti (finale del Mondiale con la Germania e nella doppia finale di Coppa America col Cile), la difficoltà di essere trascinatore quando il resto della squadra non è al suo servizio.

JUVE, ECCO COSA NON VA – Un ruolo che nel primo Napoli di Benitez e in quello di Sarri l’ex 9 del Real Madrid ha saputo esercitare perchè dietro c’era un sistema di gioco in cui risaltava la capacità realizzativa dell’argentino, quello che invece ancora non gli riesce appieno nella Juventus. Nonostante i 9 gol messi a segno in 16 partite tra campionato e Champions League, l’assenza prolungata di un giocatore complementare rispetto alle sue caratteristiche come Dybala e le comprensibili problematiche legate all’adattamento ad una squadra che punta maggiormente sulla forza del collettivo che sull’esaltazione del singolo possono essere delle valide chiavi di lettura per comprendere un rendimento non del tutto soddisfacente da parte di un calciatore pagato la bellezza di 90 milioni di euro. Se l’Argentina lo ha bocciato, la Juventus ha tutto il tempo (e l’interesse) di affinare i meccanismi per migliorare un’intesa reciproca che oggi non c’è e che al momento ci ha mostrato solo una copia sbiadita dell’Higuain capace di conquistare Napoli e i napoletani.

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