Tour de France, Sagan vince nel giorno da classica: Colbrelli ancora secondo

Il percorso è da classica, e vince un uomo da classica. La proporzione non fa una piega. I 205 km da Lorient a Quimper hanno guadagnato l’appellativo di piccola Liegi. La Doyenne Peter Sagan non l’ha ancora vinta, ma intanto fa le prove generali facendo il bis dopo la vittoria nella seconda tappa a La Roche sur Yon. Come in quella circostanza quello che dà maggior fastidio al campione del mondo è Sonny Colbrelli, ancora secondo. Per il precedente duello, risolto al colpo di reni, era stato lecito parlare di beffa. Stavolta è il divario è più netto: Sagan vince bene, Colbrelli ammette serenamente: “Mi stavano scoppiando le gambe”. Il vincitore, con il consueto stile, gli rende onore: “Sono stato fortunato anche oggi. Colbrelli, veramente bravo, era molto vicino a me, proprio come nella seconda tappa. Per fortuna ha mollato negli ultimi dieci metri”.
 
Bella tappa e prime risposte importanti. E’ piaciuto Vincenzo Nibali, arrivato nei primi dieci e sempre pimpante. Lo Squalo è bravo nel non lasciarsi stritolare dal ritmo del Team Sky, che dopo una frazione tutta saliscendi, ricca di 5 GPM (sia pure con pendenze non impossibili) fa le cose sul serio. “All’arrivo ci saranno distacchi, il finale mi ricorda il muro di Huy alla Freccia Vallone”, aveva detto Froome alla partenza. Forse è per questo che tira il collo a tanti facendo andare a tutta i suoi, in particolare Moscon, prima dello strappo verso il traguardo. I big comunque sono tutti là, e Greg Van Avermat si tiene stretta la maglia gialla, sia pure con qualche brivido visti i secondi rosicchiati tra arrivo e intermedi da Gilbert e Alaphilippe.

Conforta vedere Gianni Moscon nelle prime posizioni. L’azzurro rimane infatti coinvolto in una caduta dopo appena 3 km. Quello che ne esce peggio è Kiserlovski, costretto al ritiro. E’ l’ennesimo inconveniente di questo Tour: la strada almeno non c’entra niente con quello di Michael Matthew, uno dei favoriti di Quimper, costretto ad andare a casa da un febbrone.  
 
Qualche cenno di cronaca da questa seconda frazione bretone. Lorient, sede di partenza, è luogo di spessore storico: vi prese il via nel 1956 una delle fughe bidone per eccellenza, quella che permise a Roger Walkowiak di conquistare il successo finale senza vincere neanche una tappa. C’è una fuga di sette uomini: De Buyst, Skujins, Edet, Gesbert, Vermote, Calmejane e l’immancabile Chavanel. Quest’ultimo è sempre più personaggio: insegue il record di tappe al Tour (batterà Zoetemelk solo se passerà i Pirenei), intanto si prende un po’ di Gran premi della Montagna eguagliando il mito Hinault come numero di vette conquistate dai francesi. Sono 22 a 22, hanno fatto meglio T-Blanc Voeckler a 28 e soprattutto Virenque, inarrivabile  a 70. L’exploit comunque non vale al buon Sylvain la conquista della maglia a pois, che va a Skujins. E la prima volta che un lettone diventa leader della montagna al Tour. Nazione da pochi ma buoni la Lettonia: Vainsteins vinse un mondiale, nelle corse a tappe il più forte era un rivale di Indurain – sia pure a debita distanza – come Piotr Ugromov.
 
Skujins, Edet e Calmejane sono quelli che resistono di più, poi la parola passa ai senatori. Non ne fanno parte velocisti del calibro di Kittel, Cavendish e Greipel, dissoltisi sulle salite. Poi c’è il gran finale di Sky, che fa soffrire tutti, ma soprattutto c’è l’acuto di Sagan.

ORDINE D’ARRIVO
1. Peter Sagan         (Svk, Bora Hansgrohe)   in 4h48’06”
2. Sonny Colbrelli     (Ita, Bahrain Merida)          s.t.
3. Philippe Gilbert    (Bel, Quick Step Floors)       s.t.
4. Alejandro Valverde        (Esp)                    s.t.
5. Julian Alaphilippe        (Fra)                    s.t.
6. Daniel Martin             (Irl)                    s.t.
7. Greg Van Avermaet         (Bel)                    s.t.
8. Soren Kragh Andersen      (Den)                    s.t.
9. Andrea Pasqualon          (Ita)                    s.t.
10. Vincenzo Nibali           (Ita)                    s.t.
12. Geraint Thomas             (Gbr)                    s.t.
12. Chris Froome              (Gbr)                    s.t.
17. Nairo Quintana            (Col)                    s.t.
18. Richie Porte              (Aus)                    s.t.
22. Romain Bardet             (Fra)                    s.t.
24. Domenico Pozzovivo        (Ita)                    s.t.
27. Tom Dumoulin              (Ned)                    s.t.
29. Adam Yates                (Gbr)                    s.t.
31. Tejay Van Garderen        (Usa)                    s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Greg Van Avermaet         (Bel, Bmc)        in 18h22’00”
2. Tejay Van Garderen        (Usa, Bmc)            a     2″
3. Philippe Gilbert          (Bel, Quick Step)     a     3″
4. Geraint Thomas            (Gbr)                 a     5″
5. Julian Alaphilippe        (Fra)                 a     6″
6. Bob Jungels               (Ned)                 a     9″
7. Tom Dumoulin              (Ned)                 a    13″
8. Soren Kragh Andersen      (Den)                     s.t.
9. Rigoberto Uran            (Col)                 a    37″
10. Rafal Majka               (Pol)                 a    52″
12. Richie Porte             (Aus)                  a    53″
13. Alejandro Valverde       (Esp)                  a    55″
14. Mikel Landa              (Esp)                      s.t.
15. Chris Froome             (Gbr)                  a    57″
16. Adam Yates               (Gbr)                  a  1’02”
17. Vincenzo Nibali          (Ita)                  a  1’08”
18. Romain Bardet            (Fra)                  a  1’17”
30. Domenico Pozzovivo       (Ita)                  a  1’59”
33. Nairo Quintana           (Col)                  a  2’10”

 

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